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[cosechesuccedono #3] la stagione delle piogge 1 nota [ilmagopropone #5] La Playlist, come promesso. Chi ha collaborato già lo sa. Questa cosa è nata così quasi per caso, ieri sera, quando un po’ su Twitter e un po’ su Tumblr ho chiesto a voi di mandarmi canzoni che ascoltate quando siete innamorati. Vi avevo anche detto che lo facevo per invitarci un po’ a pensarci tali. Che, non lo so, male sicuramente non ci avrebbe fatto. Ecco. Che è stato un lavoraccio. Un lavoro certosino raccoglierle tutte. E pure i vostri nomi. [che siete tanti] Ma ne è valsa la pena. E ci ho pensato. Ci ho pensato a lungo. Che quando alle cose vuoi dargli un nome significa che allora son cose importanti per te. Ci ho pensato, ho detto. E direi che “Come promesso” come nome per questa playlist va benissimo. [a fianco il nickname di chi ha proposto la canzone] [poi quando ho tempo e se mi dite che posso, metto pure il link al vostro Twitter o Tumblr, però dovete dirmelo voi che a volte c’è anche a chi può non fare piacere la cosa] [l’ordine con cui sono disposti i brani è rigorosamente secondo quello di apparizione ieri sera, e vi dirò che non stona affatto] Ne approfitto per ringraziare di nuovo chiunque abbia partecipato. E se la cosa vi piace chissà che non se ne faccia un’altra più avanti. Magari con un altro tema. Anche se questo era uno che si vede che ci premeva particolarmente. 10 note [cosechesuccedono #2] se non ho più scritto è colpa sua. Un mese intero. Forse di più. Un mese e mezzo che ci stai pensando cazzo. E non ne puoi più. Così per la tua sopravvivenza un bel giorno decidi di farlo. Decidi di smetterla. Di metterti il cuore in pace. Riprendi a fare le tue cose. Normalmente. Fai finta di nulla. E provi a dimenticarla. [mi rendo conto che queste ultime due righe avrebbero potuto esser scritte per una donna. ma non è così, vi giuro che non è così. vi giuro.] Quindi, davvero, ci sei riuscito. Ed è in quel preciso momento. Nei lunghissimi attimi che precedono il disastro che in un millesimo di secondo tu ti rispondi alla domanda, a quella domanda che da una settimana ormai avevi dimenticato. È in quel preciso momento che l’illuminazione arriva. “The Dismemberment Plan” si chiamavano. Fanculo. Le macine, pesantissime, si scontrano contro la superficie del caffellatte. Un piccolo ma bastardissimo tsunami marroncino ti raggiunge la faccia. Il tuo fottutissimo sorriso a trentadue denti. Mentre tu, mentre tu sei finalmente un uomo felice. 7 note [paracadute #3] accetta e abbraccia (dedicato a loro) Camminavi lentamente. Ricordi? [I walk slow] E poi, poi davanti a te, ad un tratto una mano. Una mano tesa. Bellissima. Che non riuscivi, proprio non riuscivi a fare a meno di guardarla. Bianca e luminosa lì davanti a te. Ti voltavi indietro per un solo istante. A guardare la strada che avevi percorso sino a quel momento. Ma non si poteva. No non si poteva. E ritornavi su quella mano. E improvvisamente ti accorgevi che le mani erano quattro. E nella penombra capivi che dietro ad ogni mano c’era un volto. Un volto che più bello di così proprio non riuscivi ad immaginare. La differenza è che adesso non sei più solo. 5 note [sfoghi #7] Che gli intrecci. “È una questione di intrecci a volte. Che certe cose sembra proprio che non si possano evitare. 4 note [sfoghi #6] Tanto prima o poi succederà. [quindi non piangere]” 5 note [ilmagopropone #4] Ebook. ”Chi mi conosce lo sa. Ogni volta che viaggio ho sempre due valigie. La più piccola di solito è quella per i vestiti.
La più grande, rigorosamente di cuoio e con la cerniera, è per i libri.”
2 note [scambiarsiparentesi #3] Strade e metodi. 1 nota [sfoghi #5] Più vicino possibile, il più a lungo possibile. Hai di fronte a te la cosa più bella che tu abbia mai visto sino a quel momento e l’unica cosa che puoi e vuoi fare è starle il più appiccicato possibile, il più vicino possibile. 4 note
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